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Treno per Evelyn

Treno per Evelyn è il videoclip realizzato per l'omonimo brano che appartiene a Wabi Sabi, il primo album di Teiuq, progetto solista di Fabio di Salvo. Dopo aver elaborato nel duo Quiet ensemble – tra i più importanti video-artist italiani, visti di recente durante lo show di Liberato a Club To Club a Torino – una poetica del sentire contemporaneo passando dalle arti visive a quelle spettacolari, l’indagine di Teiuq si concentra ora sulle qualità sonore di civiltà ed etnie remote, portando in superficie musiche e canti popolari, mixati attraverso l’utilizzo di strumenti elettronici. questo video racconta la storia di un viaggio durante il quale vengono seguiti gli spostamenti di un gruppo di monaci tibetani attraverso le terre dell’Indocina, un percorso la cui destinazione è ignota. Il video vive grazie a un lavoro di found footage e di cut’n’mix di materiale recuperato da internet, dove ogni singolo fotogramma è stato poi ridisegnato a mano e reinterpretato, lasciando grande spazio al colore e alla matericità delle varie tecniche utilizzate (grafite, acquerelli, pastelli a cera, pennarelli) per dar corpo al flusso incessante delle immagini. Il tutto sapientemente sincronizzato al ritmo incalzante della musica, composta da suoni in parte campionati dall’etnomusicologo Laurent Jeanneau, in arte Kink Gong, in parte sintetizzati dallo stesso Di Salvo.
INTERPLAY

INTERPLAY

INTERPLAY è il terzo step di una serie di sperimentazioni e collaborazioni intraprese da Martina Zena all’inizio del 2015 con Types in collaborazione con Paolo Iocca (SPIRE) a cui ha fatto seguito Human Being / Being Human, una performance che ha coinvolto musicisti, coder e videomaker del centro di ricerca di Fabrica. Rispetto ai due progetti precedenti, INTERPLAY segna un ulteriore passo avanti nel percorso che porta a riunire musica, grafica e performance. In questa occasione, infatti, Martina Zena abbandona la dimensione “da tavolo” e narrativa, per trovarne una in cui relazioni, suggestioni, spazio e corpo divengono elemento centrale del tutto, in quanto lo stesso corpo è mediazione tra le intenzioni e l’ambiente. Tutta la performance si basa su un concetto mutuato dal campo jazzistico: l’interplay, ovvero il ribaltamento dei ruoli, il momento in cui le gerarchie vengono messe da parte a favore di un lavoro di interscambio attraverso il quale ogni esecutore influenza l’altro. Durante la performance, ogni gesto provoca un suono e da ogni suono si genera un segno. L’utilizzo di oggetti non convenzionali (strumenti odontoiatrici, componenti meccaniche, strumenti appositamente costruiti...) per la realizzazione di un grande monotipo, per Martina Zena non è altro che la volontà di portare la ricerca all’esterno dello studio per scoprire un nuovo potenziale. Le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, in particolare tutto ciò che riguarda i sistemi musicali interattivi in tempo reale, hanno spostato l’attenzione sul ruolo gestuale in quanto questo diviene ponte tra il sistema visivo e quello musicale. Proprio nel gesto il suono trova la sua incarnazione in quanto, attraverso strumenti digitali, produce un segno e la stampa finale non sarà altro che la partitura musicale, gli appunti di questo dialogo a due tra il gesto/grafica e il musicista/suono. Il set prevede un insieme di strumenti digitali, analogici e di una grande piattaforma che reagisce, tramite sensori, ai gesti e ai movimenti necessari a lasciare un segno sulla carta. La trama musicale del progetto si avvale della sintesi sonora, del campionamento, ma anche di una costante interazione con l’ambiente fisico. Al termine della performance si rivela l’output fisico del progetto, una grande stampa realizzata in monotipia. con la collaborazione di Giulio Abatangelo.
#BABA YAGA

#BABA YAGA

totem di prassinoscopi 2017 contributo fiabesco/narrativo:::Mara Munerati supporto tecnico/struttura:::Riccardo e Daniele Pola concept e illustrazioni:::Martina Zena #BabaYaga è una rivisitazione nel tempo, nelle tecnologie e nell’approccio di una tradizionale fiaba della mitologia slava e russa. La Baba Yaga, (o Baba Jaga) è dipinta come una vecchietta che possiede poteri magici, presentata a volte come pericolosa strega o come personaggio che interviene in aiuto di altri protagonisti tra cui Vasilisa la Bella. il lavoro è stato realizzato appositamente per l’“Esposizione Orizzontale” organizzata a nel novembre scorso da Bottega dei Gozzi in occasione dei suoi 150 di attività. Per l’occasione è stato chiesto a diversi artisti di lavorare sul tema della favola e della fiaba, essendo appunto la bottega il luogo in qui questi libri vedono prendere forma. Per il mio lavoro ho deciso di reinterpretare la storia con un oggetto cinetico: un prassinoscopio, uno strumento inventato in Francia nel 1876 da Charles-Émile Reynaud. L’opera realizzata è un totem di prassinoscopi formato da 4 dischi contenenti un’animazione riflessa nel solido posto alla base di ogni cerchio ricoperto di materiale specchiante. Le animazioni, come piccole gif, prendono vita non appena il totem inizia a girare e cristallizzano alcuni elementi estratti e decontestualizzati dall’intreccio della fiaba per essere poi rivissute in questo totem in maniera nuova, dove chi osserva può ricreare personali intrecci tra i vari elementi. Poiché la componente narrativa, prima ancora di quello figurativa, è comunque l’elemento fondamentale di ogni storia, ho invitato Mara a fare la stessa azione che io ho fatto con le immagini. Dalla storia ha colto alcuni spunti che sono diventati poi gli snodi sul quale ha ricostruito il suo testo, trasformando la fiaba in un avvertimento a “non seguire il filo attraverso il bosco” e a restare “lontano da lunghe zampe ... e da porte che non vogliono essere aperte”.

INTERPLAY @TEDxSanGiovanniInPersiceto

PEOPLE

PEOPLE

Le illustrazioni della serie PEOPLE hanno animato il Festival della Statistica e della Demografia tenutosi a Treviso nel Settembre 2015. I fenomeni analizzati nel programma del festival sono raccontati attraverso cinque ritratti – la studentessa, lo sportivo, l’anziano, l’immigrato e il mago – composti da numeri e simboli matematici. Con la tecnica della serigrafia le illustrazioni prendono vita conferendo al linguaggio matematico una visione personale e artistica. I volti di PEOPLE rendono il senso di ciò che fa la statistica: descrivere da un punto di vista quantitativo/qualitativo un fenomeno per fornire informazioni sintetizzate e compresse. Le illustrazioni sono state esposte in originale in una mostra allestita all’ingresso degli spazi Bomben (via Cornarotta, 7-9) e visibili in riproduzioni in tutte le location del festival. ---------------------------------------------------------------------- The illustrations of PEOPLE series animated the Festival of Statistics and Demography held in Treviso in September 2015 . The phenomena analyzed during the festival are been recounted through five portraits - the student, the sportive guy, the old man, the immigrant and the Magician – realized using just numbers and mathematical symbols. With the technique of silkscreen illustrations come to life, adding to the mathematical language a personal and artistic vision. The faces of PEOPLE embody the sense of what makes the statistic: describe from a quantitative/qualitative point of view the phenomenon to provide a summarized information. The original illustrations are been exhibited at the entrance of the Bomben spaces in Treviso and visible in reproductions in all locations of the festival. http://www.fabrica.it/news/in-people-statistics-become-art/
HumanBeing<<<>>>BeingHuman

HumanBeing<<<>>>BeingHuman

Vite: tutte nascono da un embrione, tutte finiscono in un mucchio di ossa. Tutte uguali, tutte diverse. “Human being / Being human” racconta, attraverso la monotipia, la musica e il video, la storia di una vita: dai primi segnali che si evolvono attraverso la crescita, fino al loro compimento finale. Ogni performance descrive la storia di un uomo, differente e irripetibile, ma pur sempre segnata dalle stesse tappe. ------------------------------------------- All lives begin as an embryo and end as a pile of bones. All the same, all different. In “Human being / Being human”, the story of a life comes through the media of the Monotype system, music and video: from the first signs that develop through growth and ultimately reach their end. Each performance describes a person’s story, different and unique but always marked by the same phases. CREDITS Concept: Martina Zena Performer: Martina Zena Sound Design, Music Production: Francesco Novara, Giacomo Mazzucato Code, Electhronics: Angelo Semeraro Produced by Fabrica and Favini http://www.fabrica.it/projects/human-being-being-human/

#BABA YAGA

Pequod

Pequod

screenprinted on paper 50/70 cm serie of 6
Disegni Modulari

Disegni Modulari

Questa serie si è sviluppata durante una residenza all'estero ed è dettata dall’esigenza di affermare uno spazio attraverso il segno senza dimenticare la dimensione di una generazione sempre precaria e in movimento, che continuamente tenta di costruire e di adattarsi a nuovi spazi e territori. Per questo motivo i disegni sono modulari componibili e portatil
Y O U A M

Y O U A M

YOUAM nasce dalla necessità di riflettere sulla natura umana e su quanto le relazioni interpersonali ci determinano e trasformano. Il lavoro è dedicato all’Altro. A ciò che io non sono ma che mi ha fatto diventare altro da ciò che sarei potuta essere. Ogni incontro è in grado di agire su di noi in maniera anche impercettibile: lo scambio comporta sempre una trasformazione. YOUAM è un tentativo di raccogliere e intrecciare le “immagini” di me, le idee e le sensazioni che, senza saperlo, mi è capitato di generare. ------------------------------------------------------------- YOUAM arises from the need to reflect on human nature and on how much interpersonal relations determine and transform ourselves. The work is dedicated to the Other. To those who aren't me but make me, myself. Every meeting has an impact on us even to a small extent: an exchange always brings a transformation. YOUAM is an attempt to collect and combine “images” of myself, ideas and sensations which, without knowing, I happened to create. http://martinazenayouam.wix.com/youam

INTERPLAY @Adiacenze

Big Portraits

Big Portraits

E’ una serie di lavori realizzati tra il 2010 e il 2012. si tratta di grandi ritratti in primo piano realizzati ad olio su tela e tavola. dimensione 100/100 cm
textile collection

textile collection

CAMERA LUCIDA DRAWINGS

CAMERA LUCIDA DRAWINGS

Questa serie di disegni è stata realizzata utilizzando la camera lucida, uno strumento ottico che permette di visualizzare, tramite una coppia di lenti, contemporaneamente sia il disegno che il soggetto. il segno tocca “realmente” il volto di chi si ha di fronte e anche i piccoli movimenti del respiro e piccole espressioni determinano il risultato finale.
RESHAPE THE PLACE

RESHAPE THE PLACE

Reshape the Place è un’installazione interattiva che vuole muoversi tra gli spazi visibili della città per raggiungere la dimensione invisibile in cui immaginazione e memoria giocano un ruolo fondamentale. Il progetto parte da un vivere in loco gli spazi, attivando e connettendo tra loro la dimensioni visiva, tattile, sonora e cinematica. Ad un primo momento di ricerca e di esperire vergine degli spazi e delle informazioni sonore, segue una rielaborazione di questi dati. Lo spazio fisico viene sintetizzato e reinterpretato in una mappa tattile. La mappa riporta sulla sua superficie le informazioni spaziali tramite la tecnica del frottage e alcuni pulsanti conduttivi, una volta toccati dal pubblico, attivano il suono specifico di quella determinata area. Mano e orecchio aprono nuove vie alla conoscenza ampliandone e approfondendone la consapevolezza. L’opera diventa un ponte tra la figura baudeleriana del flaneur e l’esperienza cinematica, pronto ad instaurarsi nell’approccio percettivo. Quando si tornerà sul luogo fisico, nella città visibile, il ricordo della città invisibile rimarrà forte e presente. ------------------------------------------------------- Reshape the Place is an interactive installation that wants to move between the visible areas of the city to reach the invisible dimension where imagination and memory play a fundamental role. The project starts experiencing directly the spaces, activating and connecting together the visual aspect, the tactile experience, and the cinematic sound. At the beginnin there is a research time, experiencing the virgin spaces and paying attention to sound information, then all the data are gonna be edited. The physical space is synthesized and reinterpreted in a tactile map. The map shows on its surface just some information given by the frottage technique. Some conductive points on the map, when touched by the audience, will play the sound data of that specific. Hands and ears could open up new path to the knowledge. The work becomes a bridge between the flaneur and the cinematic experience. When you return to the physical place, visible in the city, the memory of the Invisible city will remain strong and present in your memory. Credits Audio: Materiale d’archivio _ Associazione 4704 Trailer di Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto field recording _ Martina Zena Editing audio _ Alessandro Ruzzier Tecnologia _ Bare Conductive stampata nel Maggio 2016 @ Doppiofondo -VE-
Workshop Camera Lucida @Lino's & co Verona

Workshop Camera Lucida @Lino's & co Verona

con Martina Zena Lino's and Co. in collaborazione con il Verona Fablab organizza un workshop mirato a conoscere le funzioni e le possibilità di uno strumento ottico di supporto al disegnatore. Ad ogni partecipante viene dato un kit necessario a costruirsi la propria camera lucida. I partecipanti vengono guidati in una serie di esercizi per apprendere al meglio la tecnica necessaria ad utilizzare questo strumento. Sperimentazioni di inquadratura, luce, composizione, strumento di disegno differenti.. Il corso si terrà sabato 7 aprile 2018 presso Lino's & Co. Orario 10.00/13.00 - 14.00/17.00 Per iscrizioni http://bit.ly/workshopcameralucida Per informazioni scrivi a info@veronafablab.it www.linosandco.com http://www.veronafablab.it

HBBH performance @PrintClub Torino

Human Being Being Human is a performance by Fabrica's artist Martina Zena, which was presented at the inauguration of Print Club Torino, the first Italian printing and experimental graphics workshop, on Thursday, October 1st, 2015. Through the media of the Monotype system, music and video comes the story of a life: from the first signs that develop through growth and ultimately reach their end. Eight Monotype prints were made on Favini paper. Credits: Artist: Martina Zena Sound design and music production: Francesco Novara and Giacomo Mazzucato Motion graphics: Christian Coppe Electronic coding: Angelo Semeraro Video: Laura Sans

Types performance @B.Box

10 Maggio 2015 INFLUENCERS PRESENTA TYPES Presenta TYPES La nuova capsule collection la linea di abbigliamento nata dalla collaborazione di Martina Zena con Influencers. Nel corso della serata ha avuto luogo l’audio e visual performance di Spire e Martina Zena, dove i suoni e la musica del primo hanno guidato le tracce e le strutture dei nuovi grandi volti che Martina Zena realizzerà dal vivo. SPIRE https://soundcloud.com/spirem TYPES La serie delle grandi facce. Ogni volto svela tratti unici e irripetibili, a non cambiare mai è la forma che li accoglie. È un lavoro che nasce con uno spirito elettronico dove ogni strumento custodisce un segno e un ritmo proprio. La creazione coinvolge questo potenziale in una composizione unica. Attraverso le possibilità del monotipo, della carta e dell’inchiostro si sviluppa questa ricerca.

Camera Lucida Session

HBBH performance @CRAC/Lamezia Terme

CRAC>>>Centro di Ricerca per le Arti Contemporanee, spazio che mette insieme teatro, installazioni site specific, musica, video e arti performative, intercettando i circuiti più sperimentali, legati soprattutto alle arti sceniche e alla produzione più attuale. Il tentativo è quello di lavorare per costruire un profilo di livello nazionale ed internazionale per la scena creativa locale, incrementando un sistema che in Calabria resta debole e poco avvezzo alla sperimentazione, con un deficit di spazi, sia privati che pubblici, e di azioni realmente incisive. Human Being / Being Human Venerdì 27 maggio, ore 20 CRAC – Centro di Ricerca per le Arti Applicate Via Piersanti Mattarella, 11 Lamezia Terme

Roberta

Starting from portraits realized with the Camera Lucida, I realized a video with a technique similar to rotoscope.

RESHAPE THE PLACE

It is a dry press/goffrage map of Gorizia and Nova Gorica, two cities on the Italian-Slovenian border. On the map are applied several sensor. These touchsensors will play a sound of the specific area. Abandoning the visual approach a kind of blind orientation could open a new level of knowledge.

RESHAPE THE PLACE @IN\VISIBLE CITIES///GORIZIA