the Blind Line

the Blind Line

THE BLIND LINE

Un progetto nato in collaborazione con Tipografia Altedo e che si è aggiudicato il premio della categoria crossmediale del Gmund Award 2018

Vedere - toccare - ascoltare

È necessario risvegliare lo sguardo, affaticato e distratto, e fidarsi del sistema sensoriale nella sua completezza per tornare a rivivere a pieno il mondo che ci circonda, renderlo significativo attraverso tutti i sensi, le percezioni, le emozioni e la memoria, personale e collettiva.

Questo spaesamento, ovvero la capacità di essere stupiti da ciò che ci è familiare, ci porta ad un percepire rinnovato, fondato sul risveglio dell’ascolto visivo, tattile e sonoro

The blind line vuole essere questo.

La riscoperta di una città come Bologna, attraverso una mappa che racchiude in ogni dettaglio e in ogni scelta di materiali la sua storia e identità.
Strade, edifici, fiumi, parchi…non sono individuati con il linguaggio scritto ma con suoni e immagini.
Così Bologna si racconta, nelle canzoni di Lucio Dalla, nel rumore dei canali nascosti che attraversano tutta la città se non per riaffiorare in luoghi preziosi, tra le voci degli studenti che frequentano l’università più antica dell’Occidente o il rumore di una stazione dei treni che non dimentica le ferite della strage del 1980.

Un approccio cieco per una visione più illuminata

Per scoprire la città è sufficiente appoggiare il proprio smartphone sugli inserti argentati assicurandosi che sia azionato il lettore nfc e scoprirne il contenuto.

Diverse modalità di rendere significativo il mondo anche attraverso i sensi, le percezioni, gli affetti e le emozioni, la memoria

Esperienza dello spaesamento, ovvero la capacità di stupirsi anche davanti a ciò che troviamo familiare.

Lo spaesamento è un attività percettiva fondata sul riveglio dello sguardo e la sorpresa che provoca la visione, cercando di osservare il più attentamente possibile tutto ciò che l’uomo incontra

Il progetto parte dalla scoperta e conoscenza di un territorio per delinearne i luoghi che meglio raccontano e ne identi cano lo spazio. I suoni dei luoghi individuati vengono quindi registrati per diventare l’informazione centrale dell’opera assieme alle indicazioni tattili che delineano gli spazi.
Il progetto non è un invito ad essere ciechi ma a riscoprire una realtà che è multisensoriale e sorprendente.

Mano e orecchio aprono gli occhi ad una nuova visione.